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Costo esternalità

 


Il costo delle esternalità ambientali

 

Le correlazioni tra le emissioni ambientali ed i negativi riflessi economici che ne derivano alle economie dei Paesi industrializzati e densamente popolati sono state analizzate da numerosi studi (in Europa i progetti ExternE della UE). Gli aspetti più frequentemente esplorati riguardano gli oneri economici che derivano dalle spese sanitarie conseguenti all’esposizione della popolazione alle emissioni tossiche e cancerogene della mobilità cittadina (polveri, ossidi di azoto, idrocarburi, ecc.), i costi per rimediare agli effetti che l’inquinamento produce all’ecosistema (piogge acide, eutrofizzazione ma anche impatto sull’arredo urbano), e la monetizzazione delle emissioni di gas climalteranti, in termini di investimenti necessari al contenimento di queste ultime nei limiti sottoscritti a livello internazionale.
La tabella che segue sintetizza alcune stime correntemente assunte nelle valutazioni di questo tipo.

 

Forma di impatto  Monetizzazione
Salute umana – Emissioni di PM2,5 in aree metropolitane  400.000 €/ton
Salute umana – Emissioni di PM2,5 in aree urbane  130.000 €/ton
Ecosistema – Emissioni di PM in aree non urbane  29.000 –72.000 €/ton
Salute umana – Emissioni di NOx   9500 €/ton
Salute umana – Emissioni di NMVOC   1100 €/ton
Salute umana – Emissioni di SO2  8700 €/ton 
Emissioni climalteranti (effetto serra)   40 €/ton CO2eq

Si tratta ovviamente di stime orientative, fortemente dipendenti dalle situazioni locali come ad esempio il livello di congestione del traffico, ma che nondimeno evidenziano come l’aspetto economico legato alle emissioni sia assai più rilevante di quanto non venga normalmente percepito.

Molte voci richiedono comunque alcune precisazioni.
Per quanto riguarda le emissioni di polveri ed i loro effetti (e costi) sulla salute umana, le ricerche più recenti hanno messo in luce come un indicatore molto rappresentativo della loro nocività sia costituito dal contenuto di Black Carbon (il carbonio elementare in forma di polveri ultrafini inferiori a 0,1 micron) presente al loro interno. Ne consegue che, ad esempio, le emissioni della combustione dei motori endotermici dovrebbero avere un impatto certamente più elevato rispetto alle polveri prodotte dall’usura di pneumatici, freni, frizioni e dal risollevamento del manto stradale (emissioni queste comuni sia ai veicoli endotermici che a quelli elettrici), spesso accomunate tutte fra loro.
Per quanto riguarda le emissioni climalteranti, va inoltre evidenziato che il loro effetto sul clima è espresso in termini di “CO2 equivalente”. Nel computo degli effetti va quindi tenuto conto del “Potenziale Climalterante – Global Warming Potential GWP” di ciascuno di essi, che come si vede dalla tabella che segue, è assai diverso per i diversi gas introdotti in atmosfera dalle attività umane e in particolare dalla mobilità stradale.

 

 

g CO2 equivalenti (GWP)
CO2 (anidride carbonica)  1
CH4 (metano)  21-25
N2O (protossido di azoto)  310
SF6 (esafluoruro di zolfo)  23.000

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